Veganuary e i consumatori plant-forward in Europa

Gennaio non è soltanto il primo mese dell’anno: è anche il momento in cui milioni di persone in tutto il mondo partecipano a Veganuary, la campagna internazionale che invita a provare per 31 giorni uno stile di vita vegano. Il fenomeno continua a crescere di anno in anno, riflettendo un cambiamento culturale profondo nelle scelte alimentari e nei consumi.

Secondo ricerche recenti, la dieta plant-forward sta diventando sempre meno di nicchia e sempre più integrata nelle abitudini quotidiane dei consumatori europei.

Veg/flexitarians trend in UE

Una recente indagine condotta attraverso dieci Paesi europei ha rilevato che:

  • Il 27% circa dei consumatori europei si definisce flexitariano, cioè sceglie di ridurre il consumo di carne privilegiando alimenti vegetali ma senza eliminarli completamente dalla dieta;
  • 5% si identifica come vegetariano e 3% come vegano. (fonte GFI Europe)

Questi numeri sottolineano come una quota significativa della popolazione europea stia gradualmente orientando le proprie scelte verso regimi alimentari più sostenibili.

Proveg International riporta che oltre un terzo degli europei (38%) segue attualmente una dieta flexitariana, pescetariana, vegetariana o vegana, con una forte componente di persone che sta riducendo l’assunzione di carne, con punte del 40% di flexitariani in Germania, 6% di pescetariani in Danimarca, 7% di vegetariani in UK e 5 % di vegani in Austria.

La stessa ricerca evidenzia che quasi la metà dei consumatori europei ha ridotto il consumo annuo di carne e che più della metà intende incrementare il consumo di legumi e alternative vegetali nei prossimi mesi (Fonte ProVeg International).

I motivi alla base di queste scelte sono molteplici. Oltre alla salute personale, emergono sempre più spesso considerazioni ambientali e di benessere animale come driver delle abitudini alimentari: molte persone dichiarano infatti di aver diminuito il consumo di carne proprio per queste ragioni.

Il profilo del consumatore flexitariano è oggi quello che più influenza il mercato. Chi si dichiara flexitariano non elimina del tutto i prodotti animali, ma tende a bilanciare sempre di più il proprio piatto a favore di fonti vegetali. Secondo una recente indagine oltre un quarto degli europei segue un regime alimentare flexitariano;

Questi dati mostrano che, pur restando minoranza nel senso stretto (rispetto agli onnivori), i flexitariani rappresentano una fetta significativa e in crescita del mercato alimentare europeo.

Parallelamente alle scelte dietetiche, cresce anche il mercato dei prodotti plant-based: le vendite di alimenti a base vegetale in Europa sono aumentate in modo consistente negli ultimi anni, confermando che non si tratta di un fenomeno passeggero ma di una tendenza strutturale che non accenna a rallentare. (Fonte WineNews)

Grattosino

Per Maga Food, comprendere questo trend significa intercettare nuove esigenze e rispondere con prodotti e proposte capaci di valorizzare ingredienti plant-forward, come i prodotti di Parma Food Lab (PortoVia), azienda che produce alimenti sostitutivi dei formaggi di latte vaccino e ovino, della carne e delle maionesi, preparati con AQUAFABA++, l’acqua di cottura dei ceci fermentati coltivati in provincia di Reggio Emilia. Qualità ed innovazione in risposta alle crescenti richieste di gusto e prodotti salutari dei mercati europei.

Ciccina crumble

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