Foodservice in Europa: perché cresce la spesa per mangiare fuori casa

Negli ultimi anni, il foodservice in Europa è tornato a crescere in valore. Il mercato europeo del mangiare fuori casa ha superato nel 2024 i 670 miliardi di dollari, mentre a livello globale il settore vale oltre 3.700 miliardi di dollari (Fonte: Fortune Business Insights).
Tuttavia, l’aumento della spesa per l’eating out in Europa non corrisponde a una crescita equivalente dei volumi. Il numero di visite ai locali rimane inferiore ai livelli pre-pandemia, mentre cresce lo scontrino medio (Fonte: Circana).

La ragione principale? L’aumento dei costi lungo tutta la filiera.

Negli utlimi 5 anni, il settore della ristorazione in Europa è stato fortemente influenzato dall’inflazione. I dati Eurostat parlano di aumenti medi in UE dei prezzi dei prodotti alimentari del +15% nel 2022 e +19% nel 2023.

Contestualmente, I prezzi dell’energia hanno registrato incrementi
fino al +40% nel 2022 ed il costo del lavoro nel settore hospitality
è cresciuto tra il +4% e +6% annuo nel periodo 2022–2024
(Fonte: European Commission – Labour Cost Index).

Questi aumenti hanno inciso direttamente su

  • materie prime (cereali, lattiero-caseari, carne, oli vegetali)
  • costi di refrigerazione e cottura
  • bollette di elettricità e gas
  • trasporto e logistica
  • gestione del personale

Una parte significativa di questi rincari è stata trasferita sui prezzi al consumatore, di conseguenza, la crescita del mercato foodservice europeo è in larga parte nominale, non reale.

Nei principali mercati europei (Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna), gli accessi ai locali restano sotto i livelli del 2019 ed il consumatore è più selettivo e pianifica maggiormente.
Il risultato è un cambiamento strutturale nei comportamenti di consumo: meno pasti fuori casa “di routine” e maggiore attenzione al rapporto qualità/prezzo. Contestualmente alla crescente attenzione alla spesa complessiva familiare si assiste all’aumento di promozioni e menu combinati.

L’eating out in Europa diventa così un’occasione più mirata e meno frequente.

L’aumento dei costi sta ridefinendo il mercato della ristorazione in Europa in due direzioni principali.

In questo ambito la pressione sui margini spinge verso:

  • ottimizzazione dei costi
  • standardizzazione dei formati
  • riduzione degli sprechi
  • controllo delle porzioni
  • efficienza logistica

I buyer del foodservice cercano prodotti affidabili, con resa costante e stabilità di prezzo.

Quando il consumatore decide di mangiare fuori per piacere, aumenta l’attenzione alla qualità percepita.

Si rafforzano:

  • identità territoriale
  • storytelling di prodotto
  • specialità premium
  • esperienze gastronomiche distintive

Il minor numero di uscite viene compensato da una maggiore aspettativa di valore.

Per le aziende agroalimentari che operano nel mercato foodservice europeo, la chiave strategica è comprendere che:

La crescita della spesa per mangiare fuori casa è trainata dall’aumento dei costi, non dall’espansione dei volumi.

Questo significa:

Nel segmento funzionale, competitività ed efficienza (resa costante, efficienza di costo, riduzione sprechi, ottimizzazione formati) sono decisive, mentre nel segmento premium, qualità e differenziazione diventano fondamentali (storytelling, qualità percepita, identità territoriale)

In entrambi i casi, il foodservice resta un canale centrale per l’industria alimentare europea e per l’export.

Se il mercato europeo del mangiare fuori casa cresce, ma lo fa in un contesto di inflazione strutturale, il consumatore europeo mangia fuori meno spesso, ma attribuisce più valore a ogni occasione.
Per questo motivo, per produttori e operatori del settore la competitività passa oggi dalla capacità di bilanciare efficienza economica e valore percepito, vera leva strategica per la presenza e la crescita nel settore del foodservice.

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